San Giovanni Rotondo: Festa dei giovani

Autore: fr. Matteo Lecce

Data: 01/05/2019

Si è svolto a San Giovanni Rotondo l’incontro dei giovani promosso e organizzato dall’equipe della pastorale giovanile vocazionale della Provincia religiosa di sant’Angelo e Padre Pio. Giovani della gioventù francescana, dell’azione cattolica, degli scouts, dei gruppi liturgici, si sono ritrovati per condividere un momento di preghiera, riflessione e festa. Diversi frati cappuccini hanno accompagnato i giovani per condividere la gioia della festa. L’evento è cominciato con un momento di preghiera nella chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina. Fr. Pasquale Cianci, responsabile della pastorale giovanile vocazionale, a nome dei confratelli di Padre Pio, ha dato il benvenuto ai giovani. Nell’aula Maria Pyle, fr. Alessandro Brustenghi partendo dall’esperienza del santo di Assisi ha indicato ai giovani come è possibile ogni giorno camminare sulla via della santità. Ha parlato ai ragazzi di libertà: soprattutto rispetto ai social e al cellulare. Ha parlato di silenzio per ascoltare la voce di Dio. Ha parlto di preghiera invitando i giovani a dedicare cinque minuti al giorno alla preghiera personale. Ha parlato di altruismo: nessun santo parla, pensa e spera solo nella propria felicità. Al termine, prima del canto della lauda dedicata a San Francesco d’Assisi, ha invitato i giovani ad essere felici per dimostrare di “l’adesso di Dio”, attraverso la gioia di sentirsi cristiani. I giovani poi si sono spostati presso il Cenacolo Santa Chiara per la celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Maurizio Placentino, ministro della religiosa provincia di Sant’Angelo e Padre Pio. Il provinciale ha incentrato la sua omelia sulla figura di San Giuseppe lavoratore: sottolineando tre aspetti della sua vita”. La prima: “accogliere l’imprevisto. Giuseppe ha saputo accogliere l’imprevisto di un cambiamento della sua vita”. La seconda “Giuseppe si fa guidare dei suoi sogni”. La terza: “dopo il sogno si sveglia e prende coscienza di vivere il suo presente con Maria e Gesù. Di qui l’esortazione di fra Maurizio ai giovani: “impariamo da San Giuseppe ad accogliere l’imprevisto, la salita, le difficoltà. Impariamo a farci guidare dai sogni e prendere con noi Maria e Gesù come nostri compagni di viaggio. Dopo il pranzo, la festa per condividere in amicizia la gioia della fraternità.