San Giovanni Rotondo: Funerali di fr. Marciano Morra

Autore: fr. Matteo Lecce

Data: 19/01/2021

Lunedì scorso, 17 gennaio alle ore 11:30, nel Santuario di S. Maria delle Grazie in San Giovanni Rotondo, si sono celebrati i funerali di fr. Marciano Morra, presieduti dall’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo S. Ecc. Mons. Franco Moscone, con la presenza del ministro provinciale fr. Maurizio Placentino, che ha tenuto l’omelia, dei frati del convento locale e di alcuni giunti dalle vicine fraternità, dei parroci e delle religiose della città, del sindaco, dei rappresentanti di Casa Sollievo della Sofferenza, dei parenti, dei fedeli e amici. Il confratello che si è spento all’età di 91 anni è stata una delle figure più eminenti della nostra Provincia religiosa: aveva superato i 66 anni di sacerdozio ed aveva avuto il privilegio di vivere, sebbene per brevi periodi, nel convento di San Giovanni Rotondo con Padre Pio. Dopo averlo conosciuto, custodire la sua eredità era diventata per fr. Marciano una missione, svolta attraverso le numerose pubblicazioni da lui scritte sulla vita e la spiritualità del santo Confratello, ma anche con il suo infaticabile apostolato in giro per l’Italia ed il mondo e attraverso i mezzi di comunicazione. Come guardiano del Convento garganico e rettore del santuario di Santa Maria delle Grazie, il 23 maggio 1987 aveva accolto Papa Giovanni Paolo II in visita pastorale a San Giovanni Rotondo e, il 5 settembre dello stesso anno, Madre Teresa di Calcutta. Come segretario generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, incarico che ha ricoperto per 18 anni (dal 1995 al 2013), nel 2002 aveva incontrato a Buenos Aires l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, desideroso di conoscere meglio la figura del Santo cappuccino. Da oltre cinque anni fr. Marciano era in cura per una grave forma di leucemia, che però non aveva interrotto la continuità del suo apostolato. Anche dopo il riacutizzarsi della malattia, che a settembre del 2019 lo costrinse a un ulteriore periodo di inattività per la necessità di un ricovero in Casa Sollievo della Sofferenza, appena le condizioni fisiche glielo avevano permesso, era tornato a celebrare la Messa pubblicamente, a occupare quotidianamente il suo posto in confessionale, a garantire le sue catechesi ai telespettatori di Padre Pio Tv, a sedersi alla sua scrivania con l’obiettivo di terminare a scrivere il suo ultimo libro e, trascurando le raccomandazioni dei medici, ad accettare, quando se la sentiva, qualche giorno di predicazione fuori dal convento. Infine è tornato ad essere disponibile ad ascoltare e a offrire una parola di conforto a quanti si rivolgevano a lui: di giorno nell’incontro personale, di sera, dopo cena, telefonicamente. A bloccare l’instancabile confratello è stato il coronavirus, che lo ha costretto a ulteriori due ricoveri in ospedale e a un periodo di convalescenza e di riabilitazione nel presidio residenziale “Gli Angeli di Padre Pio”. Nonostante la guarigione dal covid, il suo corpo ha subito un progressivo decadimento, che le cure mediche prestate in un terzo ricovero non sono riuscite ad arginare.

Condividi su: