Apricena

Nome del luogo: APRICENA

Nome del luogo in latino: Apricenna
 
Chiesa: SS. Concezione, poi S. Maria delle Grazie
 
Prov. religiosa: S. Angelo e P. Pio - Foggia
 
Diocesi: già Lucera, ora S. Severo
 
Circoscriz. civ.: Provincia di Foggia (Italia)
 
Anno di fondaz. cappuccina: 1583
 
Anno di soppressione (civile): 1 agosto 1811; 1867 (chiusura definitiva)
 
Riapertura: 1817
 
Storia: il convento di Apricena fu fondato sotto il provincialato del p. Domenico da Termoli ad istanza e spese del comune e di tanti benefattori. Diede il consenso il vescovo diocesano, mons. Giulio Monaco-Carafa. La croce venne eretta l’8 dicembre 1583 e la chiesa dedicata alla SS. Concezione. Il 30 luglio 1627 un forte terremoto lo rovinò in gran parte. Restaurati sia il convento che la chiesa, questa fu dedicata alla Madonna delle Grazie. Il 10 agosto 1808, in vista della soppressione, fu fatto l’inventario di tutto ciò che vi era nel convento, per opera del sindaco Martino Settembre e dell’arciprete Michele Perrone. L’inventario fu consegnato al p. Andrea da Serracapriola, guardiano del convento. Nonostante vari interventi per scongiurarne la chiusura, il 18 luglio 1811 Charron affidò l’incarico al giudice di pace di S. Nicandro Garganico, Luigi Iacoviello, che stilò un altro inventario. La soppressione del convento avvenne ufficialmente il 1 agosto 1811. I frati che formavano la famiglia religiosa al tempo della soppressione erano 3. Questi frati fecero resistenza ad uscire dal convento. Intervenne una ordinanza del sindaco, datata 4.10.1811, che li costrinse ad abbandonare il convento nello spazio di quattro giorni. La chiesa rimase aperta al culto sia per l’utilità dei fedeli, sia perché detta chiesa era “la migliore che vi sia in questo comune”. Il convento fu riaperto nel 1817, chiuso definitivamente nel 1867 ed adibito a vari usi di pubblica utilità. L’orto del convento fu trasformato in villa comunale nel 1920.
 
Arte: tela della Madonna delle Grazie, di m. 3,50 di altezza x 2,50 di lunghezza, in cornice lignea; tela dell’Immacolata, di m. 2x80 cm; tela di S. Nicola di Bari, delle stesse proporzioni della precedente; tutte opere di scuola napoletana del Seicento.
 
Fonti e bibliografia: Clemente Anna e Giuseppe, Soppressione degli Ordini Monastici in Capitanata nel decennio francese 1806-1815, ed. tip. Bari 1993; Di Iorio (Padre) Eduardo, I Cappuccini della religiosa provincia di Foggia o di S. Angelo in Puglia (1530-1986), Tomo I-II, Campobasso 1986; Gabriele da Cerignola, Memoria della fondazione di questa nostra provincia dei cappuccini di s. Angelo e dei suoi luoghi con catalogo di tutti i Vicari e ministri Provinciali che l’hanno governata 1529-1667, manoscritto, Archivio Provinciale Capp. Foggia; Latiano (Padre) Bernardino da S. Giovanni Rotondo, Memorie storiche dei Conventi e dei Cappuccini della Monastica Provincia di S. Angelo, Benevento 1906; Triggiani Leonardo, I Conventi dei Cappuccini di Foggia, storia e cronaca, ed. Voce di Padre Pio, S. Giovanni R. (FG) 1979; Pitta Nicola, Apricena, vol. I, p. 204.