Foggia "Santa Maria di Costantinopoli"

Nome del luogo: FOGGIA

Nome del luogo in latino: Fonea
 
Titolo del convento: S. Maria di Costantinopoli
 
Chiesa: S. Maria delle Grazie poi S. Maria di Costantinopoli
 
Prov. religiosa: S. Angelo e P. Pio - Foggia
 
Diocesi: Foggia - Bovino
 
Circoscriz. civ.: Foggia (Italia)
 
Anno di fondaz. cappuccina: 1579
 
Anno di consacrazione della chiesa: 6 maggio 1611
 
Funzione del convento: fu sede della Curia, dell’infermeria e di uno dei lanifici della provincia
 
Anno di soppressione (civile): 3 luglio 1811 
 
Riapertura: 1817 (chiusura definitiva 1867)
 
Storia: fu costruito ad istanza e spese di Cola Zuccaro e Rosa Del Vento cerignolana... che i frati chiamavano “mamma Rosa” e col consenso di mons. Prospero Rebiba, vescovo di Troia. Superiore Provinciale p. Lorenzo da Montepulciano. La chiesa venne consacrata il 6 maggio 1611. Fu sede della Curia, dell’infermeria e di uno dei lanifici della provincia. In detta chiesa si sono verificate varie apparizioni della Madonna dei Sette Veli di cui la prima avvenne il 22 marzo 1731. Fu soppresso il 3 luglio 1811 per la legge di soppressione murattiana. Vi abitavano allora ben 14 religiosi. Fu riaperto nel 1817. Soppresso nel 1867 anche ad opera di p. Urbano da S. Marco in Lamis. Non fu riaperto. Divenne caserma della Cavalleria e la chiesa stalla. Oggi rimangono dei ruderi protetti da una recinzione metallica.
L’antico convento sorgeva a pochi metri da via San Severo e venne costruito nel ‘500, abbandonato nel corso dei secoli venne successivamente occupato ad uso abitativo e successivamente distrutto dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale. Nelle adiacenze delle antiche strutture vi era anche un piccolo cimitero ed il foggiano Giuseppe Celentano vi edificò nel 1728, lì vicino e a proprie spese, una cappella gentilizia dedicata ai Dolori di Maria, facendola decorare da un marmoraro abruzzese di nome Francesco Faustino Mancino di Pescocostanzo. A decorare le pareti e la volta della cappella gentilizia con degli affreschi fu, invece, il foggiano Domenico Preste. Oltre agli affreschi, la cappella presentava un altare di marmo bianco ricco di intagli realizzato dal citato marmoraro abruzzese ed una tela del Solimena raffigurante l’Addolorata; due lapidi, infine, furono poste a memoria della famiglia. La studiosa Mimma Pasculli Ferrara ha dedicato più di una volta un’attenzione particolare a questo convento, individuando una rara foto con una immagine che ci restituisce l’aspetto della cappella, già provata dall’incuria e dall’abbandono. Oggi il convento è ridotto a pochi resti, più volte danneggiati da atti vandalici, visibili da via Ciano. Confiscato il convento per leggi eversive, il governo lo trasformò in caserma di cavalleria nel 1867. Questa fu successivamente intitolata al patriota foggiano Vincenzo Bruno. Nel tempo fu sede di reparti militari d’artiglieria e, durante il secondo conflitto mondiale, fu utilizzata come magazzino per le forze armate. Danneggiato notevolmente dai bombardamenti aerei dell’estate del 1943, e in parte distrutto, nei suoi miseri resti ospitò i cittadini rimasti senza tetto sino al 1945. Gli abitanti di borgo Croci erano e sono molto devoti a S. Anna perché la veneravano già nella chiesa di S. Maria di Costantinopoli del vecchio convento dei Cappuccini. A causa delle leggi eversive (1808 e 1861), i Cappuccini furono più volte espulsi dal convento, trasformato in caserma di cavalleria, e lo abbandonarono definitivamente nel 1876. Dopo aver girovagato un po’, acquistarono nel 1882 una casa che adibirono a convento. Ma il loro intento era costruire un nuovo convento e una nuova chiesa: ci riuscirono grazie all’aiuto dei Foggiani e soprattutto dei Crocesi che desideravano venerare la loro Santa. Nel 1891 fu aperta al culto dei fedeli la Chiesa di S. Anna che fu affidata ai Cappuccini. Al suo interno fu collocata la statua di S. Anna, protettrice delle partorienti, proveniente dalla vecchia chiesa di S. Maria di Costantinopoli. Quando l’ospedale Maternità era in via Arpi, la statua della Santa, portata in processione il 26 luglio, transitava davanti all’ingresso dell’ospedale, dalle cui finestre le partorienti sventolavano i fazzoletti in segno di saluto, protezione e ringraziamento (http://manganofoggia.it/convento-dei-cappuccini/).
 
Fonti e bibliografia: Clemente Anna e Giuseppe, Soppressione degli Ordini Monastici in Capitanata nel decennio francese 1806-1815, ed. tip. Bari 1993; Di Iorio (Padre) Eduardo, I Cappuccini della religiosa provincia di Foggia o di S. Angelo in Puglia (1530-1986), Tomo I-II, Campobasso 1986; Gabriele da Cerignola, Memoria della fondazione di questa nostra provincia dei cappuccini di s. Angelo e dei suoi luoghi con catalogo di tutti i Vicari e ministri Provinciali che l’hanno governata 1529-1667, manoscritto, Archivio Provinciale Capp. Foggia; Triggiani Leonardo, I Conventi dei Cappuccini di Foggia, storia e cronaca, ed. Voce di Padre Pio, S. Giovanni R. (FG) 1979.